Legature storiche nella biblioteca "A. Mai" - MA 60
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MA 60


Psalterium et Hymnarium, latino
ms. membranaceo sec. XIV, Italia centrale, cc. 99+37, 138x93x32 mm
segnatura MA 60 (già Delta 1 32)

MA 60 piatto anteriore MA 60 piatto posteriore

Legatura della seconda (?) metà del secolo XVIII, eseguita a Bergamo

Marocchino rosso decorato in oro. Piatti indeboliti lungo le cerniere. Riquadri concentrici costituiti da catenelle e motivi trilobati. Cartella centrale costituita da quattro motivi fioriti addossati, ripetuti singolarmente negli angoli interni dello specchio. Fiori stilizzati e corolle accantonati esterni. Dorso a tre nervi rilevati. Capitelli marrone e rosa. Nel secondo compartimento, su un tassello in cuoio verde, la scritta "UFFICIO/B.V.M". Al centro dei compartimenti, un cartiglio costituito da quattro motivi fioriti. Carte di guardia bianche e policrome marmorizzate,di tipo "caillouté". Taglio grezzo. Labbro decorato con motivi fogliati. Rimbocchi laterali collocati su quelli di testa e di piede.

Il codice di provenienza monastica apparteneva con ogni probabilità ad un convento agostiniano. Si tratta di un manoscritto di uso corrente, privo di ricchezza ornamentale, scarsamente caratterizzato. Solo l'iniziale decorata fornisce alcune indicazioni per una possibile provenienza. La struttura fortemente geometrizzata della lettera, perfettamente sottolineata dalla fascia interna a borchiette, contenuta entro il campo bordato di rosso, rimanda infatti ad una serie di esemplari toscani o comunque centro italiani (cfr. Parigi, Bibliothèque nationale, ms. N. a.l. 2605, lat. 10234, fr. 767, datati il primo, a poco prima del 1273, gli altri alla fine del Duecento; Perugia, Biblioteca Capitolare, Graduale 16, probabilmente eseguito a Perugia verso il 1270-1280, Arezzo, Capitolare del Duomo, anch'esso databili attorno al 1270)1.
La catenelle2, i motivi fioriti addossati3, i fiori stilizzati4 e le corolle accantonate esterne5, fregi notati su diverse legature bergamasche6 della Biblioteca "A. Mai", confermano un'origine orobica del manufatto. Conforme alle aspettative, il tassello in cuoio7 nel secondo compartimento, di colore diverso rispetto a quello del materiale di copertura. Volume citato8 in letteratura.


1
CODICI E INCUNABOLI 1989, n. 39, pp. 94-95.
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segnatura MA 60, dettaglio
Segnatura MA 60, dettaglio
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segnatura MA 60, dettaglio
Segnatura MA 60, dettaglio
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segnatura MA 60, dettaglio
Segnatura MA 60, dettaglio
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segnatura MA 60, dettaglio
Segnatura MA 60, dettaglio
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segnatura Sala Loggia Q 4 10(2), dettaglio
Catenelle: segnatura Salone Loggia Q 4 10(2), dettaglio
Cfr. anche le segnature MA 284, MA 369, Inc. 1 156, Inc. 4 177, MA 450.

segnatura MA 369, dettaglio
Motivi fioriti: segnatura MA 369, dettaglio
Cfr. anche le segnature Inc. 1 156, Inc. 4 177, MA 60, MA 369, MA 373, MA 374, MA 450, Salone Loggia Q 4 10(2).

segnatura MA 369, dettaglio
Fiori stilizzati: segnatura MA 369, dettaglio
Cfr. anche le segnature Inc. 1 156, MA 284, MA 450, Salone Loggia Q 4 10(2), Sala 1 Loggia O 3 60.

segnatura MA 369, dettaglio
Corolle: segnatura MA 369, dettaglio
Cfr. anche le segnature MA 284, MA 373, MA 374, Salone Loggia Q 4 10(2).

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segnatura MA 60, dettaglio
Segnatura MA 60, dettaglio
Viene così chiamato l'inserto in cuoio o in carta recante il nome dell'autore e il titolo del volume, incollato in uno scomparto o comunque nella parte superiore del dorso. Il tassello è costituito da una sottile banda di cuoio con impresso in oro, in caratteri capitali, il nome dell'autore e il titolo del libro: quando il titolo è lungo, viene abbreviato, non sempre in modo corretto. Il tassello è di solito di colore rosso, verde o nero, generalmente di colore contrastante con quello della legatura; è filettato in oro su due o su tutti e quattro i lati e talvolta decorato con palette; ed è incollato nella seconda casella del dorso, tra il primo e il secondo nervo, o, nel dorso liscio, a un'altezza corrispondente. Sono noti tasselli risalenti alla fine del XVI secolo, provenienti dalla Francia, ma l'uso si diffuse a partire dal XVII secolo: ogni tassello che si trovi su un libro con legatura anteriore a questo periodo deve quindi far sospettare che sia stato apposto in data posteriore. Le opere in più volumi portano, oltre al tassello con il titolo, anche il tassello con il numero del volume: generalmente collocato tra il secondo e il terzo nervo, può essere di colore diverso da quello del titolo. Di origine verosimilmente tedesca è l'uso, a partire dal secolo XIX, di caratteri capitali differenti tra il primo e il secondo tassello o nello stesso tassello.
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CODICI E INCUNABOLI 1989, n. 39, pp. 94-95.
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