Legature storiche nella biblioteca "A. Mai" - AB 75
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AB 75


Liber ex Collegii Medicorum et Philosophorum Bergomi, decreto VI idus januarii MDLXXIX, describendis iis omnibus destinatus, quae a legibus et constitutionibus, suggerente eodem collegio eiusque procuratoribus, in huius urbis pleno senatu, XI kal. januarii praecedentis anni latis summoque omnium senatorum consensu et favore probatis, pendent et in futurum pendere viderentur
ms. cartaceo sec. XVI-XVII, cc. 225, atti dal 1577-1698 (speziali e chirurghi), 272x210x60 mm
segnatura AB 75 (già Lambda 4 24)

AB 75 piatto anteriore AB 75 piatto posteriore

Legatura della seconda metà del secolo XVI, eseguita a Bergamo, del genere "archivistico"

Cuoio marrone, parzialmente spellato, decorato a secco. Tre fasci concentrici di filetti. Cornice ornata a piastrella, raffigura motivi ad arabesco. Coppie di motivi "a mela" negli angoli. Falda dal margine sinistro mosso, con sistema di aggancio scomparso. Una coppia di fori al piede della cornice, consente l'inserimento di una bindella in pelle allumata. Dorso a tre doppi nervi rilevati, in pelle allumata: due oggi quelli residui. Capitelli grezzi. Compartimenti delimitati da fasci di filetti orizzontali. Taglio grezzo. Carte di guardia assenti.

Il testo di natura locale suggerisce un'esecuzione bergamasca della legatura. Manifesto l'influsso stilistico veneziano, come evidenziano il motivo "a mela"1 e la cornice di gusto orientaleggiante2, quest'ultima notata su altri manufatti rinascimentali italiani della Biblioteca "A. Mai".
La legatura di tipo archivistico è il "cartularius" latino, noto anche come legatura d'archivio, eseguito per registri su fogli bianchi prima dell'utilizzo, o per atti notarili e documenti d'archivio, legati successivamente alla stesura. Eseguito con cuoio al naturale o più spesso pergamena, questo tipo di legatura può presentare piatti rigidi o flosci, generalmente muniti di lacci, con un prolungamento a ribalta dei labbri anteriori a copertura del taglio, o a busta. In quest'ultimo caso, il piatto posteriore è munito di un prolungamento che, passando davanti al taglio anteriore, copre per un terzo o anche per metà la superficie del piatto superiore. Questo prolungamento, di forma rettangolare, triangolare o trapezoidale, viene allacciato al centro della coperta con un bottone di pelle o metallo, con una fibbia o con legacci. Spesso nelle legature archivistiche in pergamena vi sono rinforzi costituiti da due o più contrafforti in cuoio cuciti a vista, ricoperte da un intreccio di sottili strisce di pergamena o di pelle allumata, da due a cinque di numero, che fasciano il dorso e parte dei piatti3. Talvolta questi rinforzi si prolungano fino al taglio anteriore e, muniti di un puntale e di una fibbia metallica, costituiscono un sistema di chiusura. Il dorso è piatto oppure munito di lembi rettangolari in cuoio. La cucitura dei fascicoli di queste legature presenta numerose varianti: a catenella, su nervi semplici o doppi, in cuoio, in pelle allumata o in pergamena arrotolata. Talvolta il filo di cucitura passa direttamente attraverso il dorso della coperta4.
L'eventuale decorazione è "a secco" e riempie i compartimenti non occupati da bande di rinforzo; negli esemplari più antichi è ottenuta con semplici disegni geometrici, più tardi con i fregi propri delle varie epoche. Nel XVI secolo compare, seppur raramente, la doratura, riguardante il titolo del volume e la data di esecuzione della coperta. In uso sino al Settecento, molto frequenti in area nordica, le legature d'archivio sono state particolarmente studiate in Germania. Ricordiamo che nelle legature di rubriche e registri provviste di fogli bianchi ancora da compilare, la data della prima registrazione costituisce un termine "ante quem", utilizzabile per la datazione, mentre allo stesso fine nei libri a stampa si utilizza la data di edizione come termine "post quem".
Si possono considerare legature d'archivio, sia pure di un tipo particolare, e le "Biccherne", e le "Mariegole", e quelle romane della "Depositaria generale della Camera Apostolica", che hanno impostazione generale delle legature d'archivio. Queste ultime furono sovente eseguite da maestri legatori con una lussuosa decorazione caratterizzata da una cornice rettangolare che circonda i piatti e da due compartimenti separati posti l'uno sopra l'altro in senso verticale: nel compartimento superiore veniva di solito impresso lo stemma del Pontefice in carica, in basso l'indicazione del volume e l'anno e spesso anche lo stemma del Tesoriere. Al grande interesse che hanno questi libri per il loro contenuto, si unisce una non minore rilevanza in quanto documenti fondamentali per la storia della legatoria a Roma: essi formano infatti una serie continua che va dalla metà del secolo XVI a tutto il XVIII secolo, e le loro legature, eseguite annualmente da botteghe romane, costituiscono una testimonianza unica dell'evolversi dei ferri usati nell'Urbe per quasi duecentocinquant'anni. Questa Biblioteca custodisce una significativa raccolta di legature di questo genere, la cui letteratura è limitata5. La funzione utilitaristica di questo genere di legatura, non esclude un loro ricco decoro. La funzione utilitaristica di questo genere di legatura, non esclude un loro ricco decoro6.


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segnatura AB 75, dettaglio
Segnatura AB 75, dettaglio
Tra i legatori veneziani che adottarono tale fregio, spicca il "Venezianischer Fugger-Meister". Il nome di tale bottega venne coniato dalla studiosa tedesca Ilse Schunke al legatore veneziano attivo dal 1530 al 1550 ca., derivatogli dai banchieri e bibliofili tedeschi Fugger, per i quali lavorò. Questo non identificato artista viene altresì designato con un nome che fa riferimento all'altro grande bibliofilo suo cliente, il Cardinale De Granvelle, e, più recentemente, con il soprannome "Apple binder" attribuitogli da M. M. Foot per il caratteristico ferro a forma di mela (cfr. la riproduzione "infra") che compare nelle sue legature. Con il "Maestro del ramo di rosa" e con il legatore Andrea di Lorenzo o "Mendoza binder", partecipò all'evoluzione dello schema decorativo delle legature veneziane cinquecentesche verso una composizione più varia, che porta a dare rilievo alla cartella centrale rispetto alla cornice. Le sue legature, inizialmente eseguite su un gruppo di aldine, sono caratterizzate da grande sobrietà ed eleganza; in una serie successiva, creata per un gruppo di manoscritti greci, egli impiegò prevalentemente uno schema a rombo intersecato da una cornice rettangolare, mentre nel gruppo più tardivo la decorazione più ricca e più libera fa uso di cornici arcuate o di larghe cornici con arabeschi, cartelle a filetti curvi e placche con il ferro della mela, talvolta con il simbolo della "Fortuna" o di Cupido al centro dei piatti. Anthony Hobson ha recentemente presentato una lista di 121 legature attribuite a questo Maestro. Questa Biblioteca possiede due esemplari di questa bottega segnati rispettivamente Cinq. 2 151 e Cinq. 4 566.

Il Petrarcha
Il Petrarcha, con l'espositione di Alessandro Vellutello, Vinegia, Giolito de' Ferrari, 1544, Milano, collezione privata, dettaglio.
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segnatura AB 75, dettaglio
Segnatura AB 75, dettaglio
Questa Biblioteca possiede altre legature rinascimentali verosimilmente venete così ornate, tra le quali:

segnatura Cinq. 1 67, dettaglio
Segnatura Cinq. 1 67, dettaglio

segnatura Cinq. 1 576-578, dettaglio
Segnatura Cinq. 1 576-578, dettaglio

segnatura Cinq. 1 2533, dettaglio
Segnatura Cinq. 1 2533, dettaglio

segnatura Cinq. 2 1912-1913, dettaglio
Segnatura Cinq. 2 1912-1913, dettaglio

Fregio apparentemente diffuso, come testimonia una legatura rinascimentale polacca eseguita a Cracovia dalla bottega del "Cherub's Head Binder" per Piotr Wedelicki, professore di medicina presso la locale università e suo fratello Jakub, Canonico di Poznán (HOBSON A. 1989, fig. 102, p. 129, L. Celsius Rhodiginus, Antiquarum lectionum commentarius, Venezia, Aldo, 1516, Leningrado Biblioteca Saltykov-Shchedrin).
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Schema di legatura archivistica
Schema di legatura archivistica

Schema della struttura in una legatura d’archivio del secolo XVI
Schema della struttura in una legatura d'archivio del secolo XVI.
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segnatura AB 75, dettaglio
Segnatura AB 75, dettaglio
Questa Biblioteca possiede diverse legature rinascimentali bergamasche così caratterizzate, contrassegnate MIA 1265 (cfr. la riproduzione "infra"), MIA 1268, MIA 1269, MIA 1270, MIA 1271, MIA 1272, MIA 1273, MIA 1274, MIA 1275.

segnatura MIA 1265, dettaglio
Segnatura MIA 1265, dettaglio
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ADAM 1910; CHRIST 1937; VAN REGEMORTER 1957; CLARE MARSHALL 1993; SZIRMAI 1999, capitolo 10, pp. 285-319.
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DE MARINIS 1940, tav. CLXXXV
DE MARINIS 1940, tav. CLXXXV, Libro di Dogana del Comune di Siena per l'anno 1581, Siena Archivio di Stato.
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