Legature storiche nella biblioteca "A. Mai" - MMB 42
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MMB 42


Tarzia, Lorenzo, Rime bergamasche e italiane
ms. cartaceo sec. XX, pp. 158, 200x133x18 mm
segnatura MMB 42 (già Lambda 1 sopra 57)
Volume dedicato al Vicario di S. Michele, Milesi D. Elia.

MMB 42 piatto anteriore MMB 42 piatto posteriore

Riutilizzo di una legatura della prima metà del secolo XX, eseguita in Italia

Cuoio di colore lilla decorato a secco ed in oro. Un filetto in oro delimita una coppia di cornici concentriche stilizzate a secco, rispettivamente ornate con ferri a maniglia e archetti sormontati da una punta. In testa al piatto anteriore, un tassello a losanga in cuoio rosso evidenzia la scritta ”ALBUM”; al piede un motivo fogliato dorato. Motivi a mensola accantonati. Dorso a cinque nervi rilevati, evidenziati da due coppie di circostanti filetti dorati orizzontali. Capitelli assenti. Taglio grezzo. Carte di guardia assenti.

Malgrado il volume contenga un manoscritto, la legatura di tipo editoriale1 ne suggerisce il riutilizzo. Di reminiscenza rinascimentale i fregi a mensola2, tra loro collegati.


1
La legatura editoriale si identifica con la legatura delle edizioni industriali, sebbene già nei secoli precedenti la produzione industriale si abbiano casi di edizioni messe in commercio già legate dall'editore o dallo stampatore.
Legature eseguite direttamente dall'editore o dallo stampatore o commissionate da terzi, in vitello o bazzana oppure (più di rado e a prezzo superiore) in marocchino, sono note sin dalla seconda metà del XV secolo. Alla fine del Quattrocento, per esempio, il noto stampatore Anton Koberger di Norimberga, con filiali a Venezia, Milano, Parigi, Lione, Breslau e Vienna, aveva a sua disposizione sino a dodici botteghe di legatori. Ad avvalorare l'ipotesi di un'intensa attività delle sue botteghe sono tra l'altro tre incunaboli conservati a Budapest, che mostrano delle legature di tipo "Koberger", rinforzate con scarti di testi pubblicati dallo stesso editore. In Italia, come esempio di legature editoriali vanno ricordate alla fine del XVIII secolo le famose edizioni di Bodoni pubblicate con le legature in cartone dette appunto "bodoniane". È tuttavia solo nel corso del XIX secolo che la legatura perde le caratteristiche di prodotto artigianale per avviarsi, in tempi diversi a seconda del più o meno avanzato sviluppo industriale delle varie nazioni, alla produzione di legature in cartone rivestito di tela o carta, in serie e in sempre più alte tirature. La volontà di fornire comunque un prodotto, se non di pregio, gradevole e ben decorato, a costi relativamente bassi e accessibili a un pubblico sempre più vasto, portò, soprattutto nel caso dei volumi "strenna", a ornare piatti e dorsi con placche dorate o policrome, con motivi floreali, architettonici o figurativi. Si avviò così anche quella collaborazione fra illustratori e industria editoriale che costituisce un importante capitolo nella storia del libro del XIX e del XX secolo. Nel corso di quest'ultimo secolo, l'aspetto decorativo della legatura industriale tende a risolversi sempre più nell'uso della sovraccoperta, con la fotografia che si aggiunge alle varie tecniche dell'illustratore. Benché i prodotti industriali non rientrino, a rigore, nel novero delle legature antiche e di pregio, ricordiamo in Francia i "cartonnages" romantici e postromantici della Casa editrice Mame di Tours, quelli per bambini di Hetzel su libri di Jules Verne dal 1863, e quelli degli editori parigini Curmer, Didot, Hachette, Gonin, Engel, Magnier e Lenègre. La bottega Souze, specializzata nell'incisione dei ferri per la doratura, ha realizzato numerose placche per alcuni di questi editori. Questi "cartonnages", inizialmente poco considerati dai bibliofili, sono attualmente oggetto di un vivace collezionismo e di un solido mercato antiquario. Non gioca però, in questo caso, la preziosità delle singole legature, bensì l'integrità dell'esemplare originale.
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segnatura MMB 42, dettaglio
Segnatura MMB 42, dettaglio
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